Francesco's profileI Talk to the Wind (nel ...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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November 09 Passare momenti tristi è come vivere in una piccola prigione. Quando è stata l'ultima volta che avete pianto? Mi spiego: pianto veramente. Versato giu lacrime amare, liberatorie, sane, dolorose, salate. Statisticamente gli uomini piangono meno delle donne. Io ho pianto in maniera intensa davvero poche volte nella mia vita. Se ci penso molto superficialmente, i primi due episodi che mi vengono alla mente hanno entrambi a che fare con i miei nonni. Quando mio nonno, Ciccillo, iniziò ad ammalarsi seriamente, fu ricoverato ad Andria. Era da un po' che stava male, non era la prima volta che veniva ricoverato nel corso della sua vita. Non era neanche la prima volta che veniva ricoverato da quando ero venuto al mondo, però accolsi la notizia con un gran pianto. Era la prova che la situazione si era fatta davvero grave. Le lacrime che versai quel giorno furono più intense perfino di quelle versate al suo funerale. Lo vidi l'ultima volta una settimana prima che morisse, nel letto di quell'ospedale di Andria. Un momento felice, come quasi tutti quelli che ricordo di aver passato con lui. E' stata una delle persone più importanti della mia vita. Porto il suo nome con un una punta di orgoglio. So che la sua persona sarà sempre un riferimento, in tutto ciò che deciderò di fare nella mia vita. Negli anni che seguirono la morte di mio nonno, mia nonna, Donata, prese l'abitudine di pranzare e passare il pomeriggio in casa nostra. Una presenza, la sua, mai indiscreta, buona, piacevole per tutti. Nei tre anni abbondanti passati in questa maniera, il mio affetto per nonna aumentò parecchio. In questo periodo relativamente breve, mia nonna fu davvero felice, inutile negarlo. Dopo una vita forse troppo difficile per una persona come lei, trovò uno spazio confortevole in cui vivere serenamente. Di fatto rasserenò anche l'esistenza del mio nucleo familiare, con le sue parole, con i suoi sorrisi dolcissimi e pieni di bene, con le sue riflessioni ingenue eppure ricche di significato. Morì in maniera inaspettata. Una mattina come tante altre, preparò il caffè. Sistemò la sua tazzina al suo posto, ma non la riempì mai. Poche ore dopo mio padre la trovò accasciata su se stessa in cucina di casa sua. Se penso a questi due eventi, tutto il resto mi sembra inutile e superfluo da descrivere. Paragonate a queste, gran parte delle lacrime che ho versato nel resto della mia vita valgono zero. In altre occasioni ho pianto per tristezza. Zero. Ho pianto per rancore verso qualcuno, meno di zero. Meritano forse le lacrime per l'arte, ascoltando musica particolarmente struggente (sigur ros, pink floyd, mascagni), o guardando film. Due film in particolare, Ben Hur e Forrest Gump. (che c'è, vi aspettatavate high school musical?). Quando un'opera d'arte provoca emozioni così forti merita sicuramente di essere definita vera arte. Chiudo con la frase che è stata ispiratrice di questo intervento. Oscar Wilde, tratta dal De profundis. "Un giorno in prigione in cui non si piange è un giorno in cui il proprio cuore è di pietra, non un giorno in cui il cuore è felice". Buona Serata. |
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