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    November 09

    Passare momenti tristi è come vivere in una piccola prigione.

    Quando è stata l'ultima volta che avete pianto? Mi spiego: pianto veramente. Versato giu lacrime amare, liberatorie, sane, dolorose, salate. Statisticamente gli uomini piangono meno delle donne. Io ho pianto in maniera intensa davvero poche volte nella mia vita. Se ci penso molto superficialmente, i primi due episodi che mi vengono alla mente hanno entrambi a che fare con i miei nonni.

    Quando mio nonno, Ciccillo, iniziò ad ammalarsi seriamente, fu ricoverato ad Andria. Era da un po' che stava male, non era la prima volta che veniva ricoverato nel corso della sua vita. Non era neanche la prima volta che veniva ricoverato da quando ero venuto al mondo, però accolsi la notizia con un gran pianto. Era la prova che la situazione si era fatta davvero grave. Le lacrime che versai quel giorno furono più intense perfino di quelle versate al suo funerale. Lo vidi l'ultima volta una settimana prima che morisse, nel letto di quell'ospedale di Andria. Un momento felice, come quasi tutti quelli che ricordo di aver passato con lui. E' stata una delle persone più importanti della mia vita. Porto il suo nome con un una punta di orgoglio. So che la sua persona sarà sempre un riferimento, in tutto ciò che deciderò di fare nella mia vita.

    Negli anni che seguirono la morte di mio nonno, mia nonna, Donata, prese l'abitudine di pranzare e passare il pomeriggio in casa nostra. Una presenza, la sua, mai indiscreta, buona, piacevole per tutti. Nei tre anni abbondanti passati in questa maniera, il mio affetto per nonna aumentò parecchio. In questo periodo relativamente breve, mia nonna fu davvero felice, inutile negarlo. Dopo una vita forse troppo difficile per una persona come lei, trovò uno spazio confortevole in cui vivere serenamente. Di fatto rasserenò anche l'esistenza del mio nucleo familiare, con le sue parole, con i suoi sorrisi dolcissimi e pieni di bene, con le sue riflessioni ingenue eppure ricche di significato.
    Morì in maniera inaspettata. Una mattina come tante altre, preparò il caffè. Sistemò la sua tazzina al suo posto, ma non la riempì mai. Poche ore dopo mio padre la trovò accasciata su se stessa in cucina di casa sua.

    Se penso a questi due eventi, tutto il resto mi sembra inutile e superfluo da descrivere. Paragonate a queste, gran parte delle lacrime che ho versato nel resto della mia vita valgono zero. In altre occasioni ho pianto per tristezza. Zero. Ho pianto per rancore verso qualcuno, meno di zero.

    Meritano forse le lacrime per l'arte, ascoltando musica particolarmente struggente (sigur ros, pink floyd, mascagni), o guardando film. Due film in particolare, Ben Hur e Forrest Gump. (che c'è, vi aspettatavate high school musical?). Quando un'opera d'arte provoca emozioni così forti merita sicuramente di essere definita vera arte.

    Chiudo con la frase che è stata ispiratrice di questo intervento. Oscar Wilde, tratta dal De profundis.
    "Un giorno in prigione in cui non si piange è un giorno in cui il proprio cuore è di pietra, non un giorno in cui il cuore è felice".

    Buona Serata.

    Comments (17)

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    :) ;)
    Nov. 12
    Nonostante sia una ragazza, piango e ho pianto sempre molto poco, e per eventi particolarmente dolorosi. Raramente invece ho pianto solamente per sfogo, magari dopo qualcosa andato male ma non particolarmente importante, dopo aver accumulato una serie di delusioni più o meno irrilevanti.
    Guardando i film invece, più che piangere, mi sono commossa, per esempio davanti alla scena finale di "Vi presento Joe Black", oppure la prima volta che vidi "Titanic".

    "Anche nel dolore v’è un certo decoro, e lo deve serbare chi è saggio." (Seneca)
    Nov. 12
    Francescowrote:
    dalila, hai espresso ciò che volevo spiegare a cristina :) è quello che penso
    Nov. 11
    "La sofferenza è ciò che ci tiene in vita poichè essa è l'unico modo che abbiamo per avvertire la vita...costante garanzia ed evidenza della nostra identità".... Padre Wild ...."Epistula:in carcere et vinculis" :)
    Nov. 11
    sono francesco dannazione. account di messenger dannati
    Nov. 10
    io ho pianto nello scriverlo... e mi riempie di gioia leggere che ti ha emozionato :')
    Nov. 10
    Io piango in continuazione e per qualsiasi cosa, ormai fa parte di me ed è lo sfogo migliore che sono riuscita a trovare fino ad ora. Sicuramente il motivo più doloroso per cui ho pianto è la morte di mia nonna e dopo quasi un anno continuo a vederla nelle parole, nei gesti, negli sguardi, nell'affetto miei e delle persone che mi circondano. Ti capisco, Piarù.
    P.s. Anch'io ho pianto per Forrest Gump e ho pianto leggendo questo intervento... possiamo considerarlo un'opera d'arte? ;)
    Nov. 9
    Piarulli, non mi hai capito.

    Risiede proprio nell'assenza di seghe mentali la chiave del mio carattere, quindi sotto questo punto di vista non ci somigliamo affatto.
    Nov. 9
    Francescowrote:
    Eh caro fabio, noi due ci somigliamo. Ah apparte per le seghe mentali. Li io me ne faccio anche fin troppe.

    A conti fatti questo stesso intervento è nato da una segha menthale. Mentre storia spiegava (assegnava) io ho letto l'approfondimento su Wilde. E c'era un pezzetto tratto dal de profundis. E mi ha colpito proprio la situazione del pianto quasi programmato. E' da leggerlo tutto quel brano, solo la frase celebre non rende l'idea.
    Nov. 9
    In vita mia ho pianto parecchio, sin da piccolo, per le minime cazzate.
    Credo di essere stato, fra le persone che conosco, forse il più piagnucolone e, sicuramente, devo a ciò il mio attuale carattere: il non prendere mai nulla seriamente e ironizzare su tutto, il non farmi le seghe mentali, il non avere mire.

    Per fuggire dalla tristezza sono diventato io stesso una persona profondamente triste.

    Ah, comunque bell'intervento, trimone.
    Nov. 9
    Francescowrote:
    Non avevo mai toccato corde così profonde ... sono davvero lieto vi piaccia ciò che ho scritto. Il tema è senza dubbio molto sentito da tutti.

    Cristina, all'inizio l'intervento l'avevo pensato come un elogio al pianto, poi si è evoluto. Goditi i momenti di tristezza così come quelli di gioia, sono preziosi entrambi.

    Daniele compagno.

    Ciccio, buona fortuna.
    Nov. 9
    Иivrawrote:
    Ho pianto poco in tutta la mia vita. L'ultimo episodio che ricordo è abbastanza recente e, come i restanti pianti degli ultimi anni, era pieno di esasperazione: urla, corpo rigido con convulsioni, abbastanza spaventoso a guardarlo. Le lacrime erano la parte meno dolorosa. Spero di piangere per qualcosa di più umano la prossima volta.
    Nov. 9
    Danielewrote:
    bell'intervento, anche io ho pianto con forrest gump.
    Nov. 9
    Cristinawrote:
    ...alcuni tuoi interventi sono così ''azzeccati'' in alcuni momenti...
    se proprio lo vuoi sapere, sto piangendo ora, in questo preciso momento... ''verso giù lacrime amare, dolorose e salate...''
    Nov. 9
    Francescowrote:
    ... mi capiterà. grazie del commento
    Nov. 9
    Mircohwrote:
    bravo, tutto molto bello. e per felicità? hai mai pianto per la gioia? secondo me è una delle emozioni più belle che si possano provare
    Nov. 9
    Francescowrote:
    Da leggere l e n t a m e n t e.
    Nov. 9

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